venerdì, 18 luglio 2008
cognata: simpatica tua sorella! ma non ce l'ha un uomo?
fratello: per adesso deve pensare a curarsi...
O_O
(n.d.a. non hanno neanche 40 anni in due. ma pensare a scopare, no eh?)
lunedì, 14 luglio 2008
Punto e a capo. Due punti aperte virgolette. Sì. No. Inserisci/interruzione di pagina. Stop. Semaforo verde. Incontro, addio, taglio di capelli, lavoro, oggetto, libro, stoffa, rewind dei mangianastri, ceretta, casa, porta, finestra, ctrl+alt+canc.
Ci sono tanti tipi di ripartenze, più o meno reali e più o meno sensate. Che ognuno riparta un po' da dove vuole. Io riparto da una lettera. Senza ricordi, né aspettative, per quello che possa importare.
Ho perso parecchie cose per strada, molte ne ho trovate, molte guadagnate. Adesso mi rivendo tutto. E punto sul 18 rosso.
lunedì, 07 luglio 2008
Un concetto, un'idea, finché resta un'idea è soltanto un'astrazione. Cantava Gaber, e cantavo anch'io. Ma tornando, c'è poco da astrarre. Un ritorno è pur sempre un ritorno, e vuoi o non vuoi, quella particella reiterativa ti dice che il senso è inevitabilmente inverso a quello tracciato nell'ultimo anno: si torna indietro. E non c'è sensazione peggiore di quella che ti riporta indietro di spazio, di luogo e di tempo. Ma un tempo non era così. Ci stavo bene qui e forse ci starò ancora, chissà . Ora come ora me ne vado per ritornare quando torneranno le forze e le energie. Mentre scrivo mi accorgo che ci sono troppi -ri e l'angoscia sale ma mi fermo e respiro più forte, convinta del fatto che il passato non torna. E se torna?
Se mio nonno aveva tre palle, era un flipper.
venerdì, 04 luglio 2008
Ne riparleremo. Intanto il mistero del malessere dell'ultima settimana è stato svelato: mi son presa un bell'esaurimento nervoso. Come mio padre alla mia età e come mio nonno (buon'anima), sembra essere una sindrome ereditaria. O semplicemente quello che capita quando uno richiede un po' troppo a se stesso. E io ci son dentro fino al collo, in tutti i sensi: attualmente sono un ammasso di muscoli ipertesi che causano capogiri e vertigini. Per cui fisioterapia posturale e corsi di traning autogeno come se piovessero, tecniche di rilassamento e quant'altro...che io so cos'è, ma non si può dire.
Take care e state calmi, che poi finite come me.
p.s. fra la password potrei cedertela ugualmente, a patto che mi dia la fonte (magari in privato) di "quel" film su Heidi (pare che su emule non si trovi).
lunedì, 23 giugno 2008
è da otto ore che son tornata a Milano, e mi sono già rotta i coglioni.
lunedì, 16 giugno 2008
Un pensiero ti rincorre e - che palle - proprio non ne avresti voglia, che già ti sei fatto tre serie di addominali. Ma tant'è. Sta lì. Eppure è vagamente piacevole, questo senso di svuotamento (e in bagno ci vai regolarmente, benedetto actimel). Una qualche forma di atarassia, per la quale sembra che solo gli altri abbiano il diritto di soffrire...loro sì che soffrono...e tu lì a spiegare che veramente non stai male, che non c'è niente da soffrire, perché per quello c'è sempre una ragione e, soprattutto, c'è sempre tempo. Che poi tu l'hai conosciuto chi ha sofferto davvero, e per motivi che, belin, se erano reali (perfino chi non hai conosciuto, ti manca). Nel tuo piccolo anche tu, ma per fortuna che è piccolo (in questo caso). Ma invece di ringraziare, ti lamenti. "Tu ti lamenti, ma che ti lamenti, pigghia lu vastuni e tira fora li renti" cantava Carmen e andrebbe ascoltata di più, maledizione. Bisognerebbe godersela di più sta vita, invece di sprecarla con cose pesanti nonché superflue e persone che non sono cattive, no, solo troppo poco poeti per evocarne le bellezze (questa è figa, ma l'ha detta Rilke). Ergo, se fosse anche solo un posto a farti stare bene, anche se ti ricorda un sottile dispiacere, fai di tutto per tornarci. O restaci, se puoi. Basta che tu non lo dica, perché se comunichi una gioia, se il mondo capisce che sai essere contento ed entusiasta, è finita. Parla al mondo delle tue delusioni e dei tuoi dolori, e tutti ti mostreranno vicinanza, pur essendo solo sollievo vestito di compiacenza. Parla della gioia e dell'entusiasmo che riesci ancora a provare, e avrai tutti contro. Tornaci in quel posto. Tutt'al più, ovunque tu vada, portalo con te.
martedì, 10 giugno 2008
ci sono musicisti da camera e musicisti da camera (da letto).
mercoledì, 04 giugno 2008
-'sera
-'sera
[...]
-prendo questo
-scusi, posso farle una domanda?
-ehm...sì...
-il fatto che stia comprando un libro con la copertina viola, indossi un maglia a righe viola e porti degli occhiali viola è casuale?
-...EHM...schiarendomi la voce...direi di sì. la maglia l'ho comprata l'anno scorso. gli occhiali quest'anno. il libro è uscito adesso e non credo l'autore della copertina si sia ispirato a me...(per quanto ciò comporterebbe principi di aureola...) (ma che me sto davvero a giustifica'???)
-eh! (con sguardo ammiccante di chi pensa di saperla lunga) non credo proprio. una donna che abbina con così tanta cura capi di abbigliamento non lo fa mai a caso...
-(fra sè)..un libro non è un capo d'abbigliamento, cretino...
-comunque...(con sguardo speranzoso e ammiccando)...tutto questo era per offrirle un aperitivo...
-mi dispiace, non bevo
-neanche acqua?
-no, sto cercando di uccidermi. comunque grazie, arrivederci.
sabato, 31 maggio 2008
Quando sarò capace d'amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
né di far l'amore con mia madre in sogno.
Quando sarò capace d'amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilitÃ
di un uomo bambino.
Quando sarò capace d'amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero.
Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa.
Quando sarò capace d'amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei.
Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro.
Quando sarò capace d'amare
farò l'amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.
E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l'animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo.
Quando sarò capace d'amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere
un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale come un fiume
che fa il suo corso.
Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.
Così vorrei amare.
http://www.youtube.com/watch?v=N9wT_E13Vvc
mercoledì, 28 maggio 2008
Se non avessi un blog chiamerei la mia migliore amica per dirle che mi sono tolta un (gran) peso dal cuore.
(Se potessi dire quale esso sia, non avrei un blog).
Se la mia migliore amica mi parlasse ancora non mi mancherebbe (così tanto).
Se non conoscessi la solitudine non potrei godere di quando sto in compagnia.
Se avessi una compagnia come quando ero giovane mi sentirei ancora diversa.
Se fossi diversa non avrei avuto quel peso sul cuore.
Tutto torna.
...
Torna?
...
Devo chiudere il blog?